mercoledì 30 novembre 2011

Il tuo più tenue sguardo di Edward Estlin Cummings


Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benché abbia chiuso me stesso
come dita sempre mi apri
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente

martedì 29 novembre 2011

I ricordi mi vedono di Tomas Tranströmer

Una mattina di giugno in cui era troppo presto
Per svegliarmi ma troppo tardi per riprendere sonno,
Devo uscire nel verde che è colmo
Di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.
Non si vedono, si fondono completamente
Al paesaggio, perfetti camaleonti.
Sono così vicini che li sento respirare
Benché il  canto degli uccelli dia stupore.

martedì 22 novembre 2011

Ballata degli impiccati - Fabrizio De André

Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumar la luce

L'urlo travolse il sole
l'aria divenne stretta
cristalli di parole
l'ultima bestemmia detta

Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora

Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l'antico credo
di chi muore senza perdono

Finché le rocce restano - Canto Sioux


I miei parenti pensano di separarmi
dalla ragazza che amo.
Abbiamo giurato di amarci
Per tutta la vita.
I loro ordini sono inutili: noi ci vedremo
finché dura il mondo.
Si, dicano e facciano quello che vogliono,
noi ci vedremo finché le rocce restano.
Siedo qui, da dove posso vedere
l’uomo che amo.
La nostra gente vuol essere severa con noi,
ma io lo vedrò finché il mondo dura.
Qui rimarrò, a guardare
l’uomo che amo.

martedì 8 novembre 2011

Io ascoltavo sguazzare nella barca di Otero Silva

 
Io ascoltavo sguazzare nella barca
i piedi scalzi
e immaginavo i volti spenti dalla fame.
Il mio cuore è stato un pendolo fra lei e la strada.
Io non so con quale forza mi sono liberato dei suoi occhi
e sono sfuggito alle sue braccia.
Lei rimase ad annebbiare di lacrime la sua angustia
al di là della pioggia e del vetro.
Ma incapace di gridarmi: Aspettami
io vengo con te!

sabato 5 novembre 2011

Genova di Dino Campana

Poi che la nube si fermò nei cieli
Lontano sulla tacita infinita
Marina chiusa nei lontani veli,
E ritornava l’anima partita
Che tutto a lei d’intorno era già arcana
mente illustrato del giardino il verde
Sogno nell’apparenza sovrumana
De le corrusche sue statue superbe:
E udìi canto udìi voce di poeti
Ne le fonti e le sfingi sui frontoni
Benigne un primo oblìo parvero ai proni