venerdì 5 agosto 2011

Georgiche IV 450 - 527 (orfeo ed Euridice) - Virgilio


"Quale, quale così grande follia amorosa ha portato alla rovina me e te, Orfeo ?
Ecco, per la seconda volta i fati crudeli mi chiamano indietro ed il sonno chiude i miei occhi spenti.
Ed ormai addio: vengo portata via, circondata dalla notte grande, tendendo a te le palme prive di forza, ohimè non più tua".

Disse così ed improvvisamente sparì, voltasi in direzione opposta, dai suoi occhi, come fumo disperso dall'aria leggera e non vide più lui che inutilmente afferrava le ombre e voleva dirle molte parole;
ed il nocchiero dell'Orco (Caronte) non permise più che oltrepassasse la palude posta a confine.
Cosa avrebbe dovuto fare ?
Dove andare, ora che la sposa gli era stata strappata per al seconda volta ?
con quale pianto avrebbe commosso i mani, quali dei avrebbe commosso col canto ?
Ormai ella fredda navigava sulla barca dello Stige".

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