giovedì 14 luglio 2011

La fornicazione - Gonzalo Rojas


Ti bacerei sulla punta delle ciglia e  nei  capezzoli,
ti  bacerei turbolentemente,
timidona mia, in quei muscoli
di individua bianca, toccherei quei piedi
per un altro volo e più aria che quest'aria
felina della tua fragranza, ti chiamerei spagnola
mia, francese mia, inglese, ragazza,
nordica boreale, spuma
della diaspora della Genesi... Cos'altro
ti direi  da dentro?
                                    greca,
mia egiziana, romana
per il marmo ?
                                     fenicia,
cartaginese, o pazza, pazzamente andalusa
nell'arco di morire
con tutti i petali aperti
                                      tesa
la  cetra di Dio, nella danza
della fornicazione ?


Ti sentirei  guaìre,
ti andrei mordendo fino agli ultimi
papaveri, mia posseduta, ancora ti
farei  impazzire  là, nella freschezza
cieca, ti nuoterei
nell'immensità
insaziabile della lussuria
                                             riderei
frenetico il furore  coi tuoi denti, mi
 porterei via  l'oppio della tua pelle fino all'eburneo
di un'altra purezza, sentirei cantare le sfere
esplodenti come Pitagora,
                                           ti leccherei,
ti  annuserei  come il leone
alla sua leonessa,
                             per il sole,
fallicamente mia,
                              ti amerei!

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